
Salve a tutti!!
Questa mattina nella mia mente il tempo sembra non trascorrere a velocità 1x ma a 0.5x…. E più ci penso e più il tempo rallenta… sempre di più… Ma basta non pensarci ed ecco che presto arriva la sera… l’ora di andare nella scuola di danza dove insegno…
dopo il periodo estivo, rivedere tutto quel che ho creato è sempre una sensazione fantastica: le nuove amicizie nate fra i miei allievi grazie alla mia pazienza di aver creato un gruppo saldo e omogeneo; il clima che si percepisce nelle mie lezioni e non solo… Sono davvero contento di ricominciare.. Ormai sono due mesi che mi sto preparando non solo psicologicamente per affrontare i miei “pupazzotti” come li chiamo io in modo scherzoso… E’ strano, molto strano il fatto che questa estate appena passata, mi abbia allontanato così tanto dalla mia palestra, proprio a livello emotivo, definiamolo così; o forse tutto questo è solo e semplicemente la voglia matta di ricominciare, di rimettermi in gioco, e non solo qui nel mio paese, ma anche in un’altra scuola di danza… speriamo che tutto vada in porto… Pensare di portare i miei ragazzini nei vari concorsi sparsi per il nord Italia come l’anno scorso… Piazzarsi in ottimi risultati, o arrivare primi come nelle Olimpiadi della Danza dell’anno scorso… Il pensare che fino a qualche anno fa, ero io stesso seduto fra altri allievi di scuole di danza in competizione, mentre invece ora, sono obbligato a restare seduto nella sezione dedicata esclusivamente ai titolari e ai coreografi delle varie scuole di danza, senza alcuna distinzione di sesso o età… Il poter alzarsi quando è il momento della mia coreografia, posizionarmi dietro la giuria per dare un sostegno morale ai miei piccoli, cosa che un tempo era assolutamente vietato fare….
Tutti questi pensieri credo siano dovuto il fatto che ieri ho visto un ragazzino del corso di modern-jazz, che con un gran sorriso mi ha salutato chiedendomi gli orari di danza.. oppure al fatto che qualche volta mi capita di vedere qualche mio allievo giocare con i suoi amichetti al parco, mentre io corro e sudo, liberandomi, con il mio fidato iPod Shuffle seconda generazione… Pensare che ce li ho da un anno questi ragazzini e ormai sono diventato il loro idolo… Forse è con la mia dolcezza e la mia simpatia, nonché semplicità, che sono riuscito a guadagnarmi la fiducia anche dei loro genitori… Il gruppo funziona, si divertono, e credo che sia questa la cosa ben più importante; più importante credo anche della tecnica e delle mie coreografie di danza. Un tempo cercavo il meglio per loro, proponendo musiche particolari, con passi molto accattivanti, ma ben presto capii che non era la giusta alchimia per il gruppo, e in generale per lo spirito di questa scuola di danza; della mia scuola di danza, perché credo di aver dato parte della mia anima a queste 4 mura e a questo lastrone di specchio con sbarre per gli esercizi propedeutici di danza classica. La regola numero uno in questa scuola è il divertirsi e il sentirsi uniti. Tutti quanti! Cene, pizze e tante altre cose sono sempre all’ordine del giorno. Ormai è diventato un gesto spontaneo scambiarsi regali nel periodo delle festività, e “giocare un po’ sporco” con il cesto delle caramelle quando si è sotto Natale, in prossimità del saggio in teatro, premiare chi si impegna di più, con qualche caramella di troppo ehehe….
Il pensiero che fra neanche un mese, dovremo fare una replica del saggio di giugno per beneficenza, dove tutto il ricavato andrà ai bambini poveri dell’Africa, non fa altro che rallegrarmi e motivarmi ulteriormente più di quello che lo sono…. Anche se il pensiero di aver invitato la mia Bella con i “Suoceri” e vedermi esibire mi inquieta un pochino… Sono si alto e ben piazzato, ma ogni qual volta che si sale sul palco, riesco a percepire la stessa tensione che ho provato la prima volta in cui mi sono esibito, alla tenera età dei miei pupazzotti, circa 10 anni… Il nodo allo stomaco; le scariche di adrenalina che percorrono ogni tua singola vena per darti la carica e il coraggio di affrontare la situazione; il bisogno disperato di andare ai servizi nei camerini quando poi capisci che non hai nessun allarme fisiologico, ma è tutta una questione psichica, sono un insieme di cose messe insieme ti caricano quasi fossi una bomba ad orologeria, pronta per esplodere appena muovi il tuo primo passo sul tappeto di danza, nero come la pece… La voglia di finire il balletto il più velocemente possibile è sempre dietro l’angolo, e bisogna saperla controllare sapientemente, quasi si fosse un vampiro incapace di contenere La Bestia, prossimo ad entrare nello stato di torpore.. Ma con il passare degli anni sono riuscito a controllare tutte queste emozioni, riuscendo ad essere in grado di esprimere la mia passione per la danza, a tutto il pubblico in sala, con gli occhi puntati su di Te.. esclusivamente su di te, come se fossi un gladiatore del Colosseo di Roma.
È una sensazione a dir poco indescrivibile, che solo chi è nell’ambiente della danza e non solo più comprendere…
Questa mattina nella mia mente il tempo sembra non trascorrere a velocità 1x ma a 0.5x…. E più ci penso e più il tempo rallenta… sempre di più… Ma basta non pensarci ed ecco che presto arriva la sera… l’ora di andare nella scuola di danza dove insegno…
dopo il periodo estivo, rivedere tutto quel che ho creato è sempre una sensazione fantastica: le nuove amicizie nate fra i miei allievi grazie alla mia pazienza di aver creato un gruppo saldo e omogeneo; il clima che si percepisce nelle mie lezioni e non solo… Sono davvero contento di ricominciare.. Ormai sono due mesi che mi sto preparando non solo psicologicamente per affrontare i miei “pupazzotti” come li chiamo io in modo scherzoso… E’ strano, molto strano il fatto che questa estate appena passata, mi abbia allontanato così tanto dalla mia palestra, proprio a livello emotivo, definiamolo così; o forse tutto questo è solo e semplicemente la voglia matta di ricominciare, di rimettermi in gioco, e non solo qui nel mio paese, ma anche in un’altra scuola di danza… speriamo che tutto vada in porto… Pensare di portare i miei ragazzini nei vari concorsi sparsi per il nord Italia come l’anno scorso… Piazzarsi in ottimi risultati, o arrivare primi come nelle Olimpiadi della Danza dell’anno scorso… Il pensare che fino a qualche anno fa, ero io stesso seduto fra altri allievi di scuole di danza in competizione, mentre invece ora, sono obbligato a restare seduto nella sezione dedicata esclusivamente ai titolari e ai coreografi delle varie scuole di danza, senza alcuna distinzione di sesso o età… Il poter alzarsi quando è il momento della mia coreografia, posizionarmi dietro la giuria per dare un sostegno morale ai miei piccoli, cosa che un tempo era assolutamente vietato fare….
Tutti questi pensieri credo siano dovuto il fatto che ieri ho visto un ragazzino del corso di modern-jazz, che con un gran sorriso mi ha salutato chiedendomi gli orari di danza.. oppure al fatto che qualche volta mi capita di vedere qualche mio allievo giocare con i suoi amichetti al parco, mentre io corro e sudo, liberandomi, con il mio fidato iPod Shuffle seconda generazione… Pensare che ce li ho da un anno questi ragazzini e ormai sono diventato il loro idolo… Forse è con la mia dolcezza e la mia simpatia, nonché semplicità, che sono riuscito a guadagnarmi la fiducia anche dei loro genitori… Il gruppo funziona, si divertono, e credo che sia questa la cosa ben più importante; più importante credo anche della tecnica e delle mie coreografie di danza. Un tempo cercavo il meglio per loro, proponendo musiche particolari, con passi molto accattivanti, ma ben presto capii che non era la giusta alchimia per il gruppo, e in generale per lo spirito di questa scuola di danza; della mia scuola di danza, perché credo di aver dato parte della mia anima a queste 4 mura e a questo lastrone di specchio con sbarre per gli esercizi propedeutici di danza classica. La regola numero uno in questa scuola è il divertirsi e il sentirsi uniti. Tutti quanti! Cene, pizze e tante altre cose sono sempre all’ordine del giorno. Ormai è diventato un gesto spontaneo scambiarsi regali nel periodo delle festività, e “giocare un po’ sporco” con il cesto delle caramelle quando si è sotto Natale, in prossimità del saggio in teatro, premiare chi si impegna di più, con qualche caramella di troppo ehehe….
Il pensiero che fra neanche un mese, dovremo fare una replica del saggio di giugno per beneficenza, dove tutto il ricavato andrà ai bambini poveri dell’Africa, non fa altro che rallegrarmi e motivarmi ulteriormente più di quello che lo sono…. Anche se il pensiero di aver invitato la mia Bella con i “Suoceri” e vedermi esibire mi inquieta un pochino… Sono si alto e ben piazzato, ma ogni qual volta che si sale sul palco, riesco a percepire la stessa tensione che ho provato la prima volta in cui mi sono esibito, alla tenera età dei miei pupazzotti, circa 10 anni… Il nodo allo stomaco; le scariche di adrenalina che percorrono ogni tua singola vena per darti la carica e il coraggio di affrontare la situazione; il bisogno disperato di andare ai servizi nei camerini quando poi capisci che non hai nessun allarme fisiologico, ma è tutta una questione psichica, sono un insieme di cose messe insieme ti caricano quasi fossi una bomba ad orologeria, pronta per esplodere appena muovi il tuo primo passo sul tappeto di danza, nero come la pece… La voglia di finire il balletto il più velocemente possibile è sempre dietro l’angolo, e bisogna saperla controllare sapientemente, quasi si fosse un vampiro incapace di contenere La Bestia, prossimo ad entrare nello stato di torpore.. Ma con il passare degli anni sono riuscito a controllare tutte queste emozioni, riuscendo ad essere in grado di esprimere la mia passione per la danza, a tutto il pubblico in sala, con gli occhi puntati su di Te.. esclusivamente su di te, come se fossi un gladiatore del Colosseo di Roma.
È una sensazione a dir poco indescrivibile, che solo chi è nell’ambiente della danza e non solo più comprendere…




