martedì 24 novembre 2009

Il Ritorno.


Il ritorno. Ma da cosa? All'interno di questo spazio vedo annotazioni di vita, pensieri e ricordi che resteranno tali per sempre all'interno della mia mente, impressi come un film su una vecchia pellicola ingiallita nel tempo. Più leggo e più inizio a pensare che sono legato al passato in modo permanente. Ma non un passato che ricorda nomi di ragazze che hanno segnato il mio cammino nel bene e nel male, portandomi ad essere quello che sono ora. Un passato fatto di ricordi e spensieratezze indescrivibili ora come ora. Il sentire di essere Invincibile. di essere una Divinità. di aver trovato la Spensieratezza tanto ambita quanto amata. il cosìdetto DIVENIRE. Troppo facile quanto stupido pensare che oltre questa porta ci possa essere sempre un portone. Che tipo di porta si è chiusa e che tipo di portone si è (forse) aperto? Questo non lo sapremo mai. mai e poi mai. La certezza non esiste, così come il vero sentimento che ogni anima dannata ricerca in modo egoista ed avaro. Sto provocando forse il vostro ego? No. Credo di essere cinico; materialista. Cosa è stato il pensiero che mi ha spinto a riaprire questo baratro di ricordi e pensieri tetri ma allo stesso meravigliosi? Il mio primo amore. Davvero bizzarro tutto ciò. Il ritorno del Passato. nel Presente. Possibile? Io... credo.. di si... Non che questo possa significare qualcosa di concreto a livello materiale, ma questo mi fa molto piacere. Il sapere che esistono ancora persone che hanno fatto parte del mio cammino, a cui è possibile ancora una volta donare ad essi una parte di me con queste letture, pensieri. La vita. Un flashback in continua evoluzione. Il tempo passa, le primavere crescono all'interno di noi, ma i ricordi restano indelebili, portandoci indietro. come al tempo in cui l'età diversa non faceva differenza. come al tempo in cui si poteva distinguere il freddo delle campagne dal caldo del paese in sella alla propria motocicletta per una passeggiata. come al tempo in cui ci si sedeva su una panchina molto cara a me con cui ho instaurato un legame ancestrale, per scrivere con un pennarello nero due parole molto dolci quanto semplici. Come al tempo in cui si rideva e si scherzava, oppure al tempo in cui nel momento del bisogno di era presenti l'un per l'altro.

Ed ora. che ne è rimasto. Percorsi distanti ma non troppo per potersi ancora vedere da lontano, tanto da poter distinguere un sorriso, un saluto, e forse qualcosa di più. Ma il ritorno al passato fa sempre capolinea alla mia mente. Sempre. Il mondo cambia intorno a me. gente che si sposa e gente che diventa padre e madre. Ed io. ancora qui. a fantasticare ad un presente creato dal passato meraviglioso, ma senza fare i conti con la sua controparte cattiva, fatta da tanto dolore affetivo e materiale. Non si più mai guardare avanti. Bisogna gustarsi quel che c'è stato, rispolverarlo, rileggere gli attimi della propria vita. sorridere, piangere di gioia o di rabbia. o di tristezza...... è questo che rende il nostro presente futuro. Nel Bene e Nel Male. perchè è grazie al nostro presente, che si potranno trovare anelli passati dalla nostra catena di vita ancora compatibili con noi stessi, e viceversa. tutto è possibile. Ma ogni causa ha il suo effetto ben preciso, dettato dal destino stesso. la sola vita del nostro pianeta non è solo una fatalità. è qualcosa di più. qualcosa di molto più profondo.. Che sta solo a noi renderlo fantastico, meraviglioso, o totalmente l'opposto.

Pensieri. Mente. Ritorno.

venerdì 17 ottobre 2008

La Certezza


La vita. Giorno dopo giorno.

Che cos'è il presente? E' una sottile linea che divide il passato dal futuro? E' una barriera di spazio proprio?... Che cos'è il presente in un rapporto? l'attimo della consumazione? Una giornata appena trascorsa? Il punto esatto in cui i miei occhi stanno iniziando a brillare d'innanzi alle leggere corde di violino fatte vibrare dalla sapiente mano maestra di Ludovico Einaudi, mentre sto scrivendo queste poche righe, o il punto esatto in cui una delicata lacrima di sale, ha segnato il suo cammino sulla mia guancia sinistra?...

Come è possibile avere la certezza di tante cose nel nostro cammino, tralasciando quella di morire? Non è possibile. Non c'è risposta che possa essere degna a questa domanda. Perchè esistiamo? Che cosa c'è dietro questa barriera che ci separa dalla natura organica viva da quella inorganica? Non lo sapremo mai. Non ne avremo mai la certezza materiale; l'attimo fuggente... il presente che stiamo vivendo.... è Certezza. minima. ma lo è.

Il nostro rapporto. è certezza? Il presente. si. lo è. Me lo stai dimostrando. me l'hai dimostrato. Me lo dimostrerai. Ma ecco.... la Certezza, tanto beffarda quanto alle volte fasulla, si trasforma in speranza. Speranza di una piccola luce capace di bucare tramite i suoi fotoni, questo buio così pesante. freddo. ghiacciato, ma allo stesso tempo caldo, caldissimo.

Io ti sto aspettando mia cara. e tu stai aspettando me. L'inizio ha segnato il via in modo indelebile. la strada infinita per la ricerca della felicità è iniziata. Sto capendo or ora che la certezza non ci sarà totalmente. la strada dell'apice di questo sentimento sarà infinita. Solo le nostre ambizioni potranno renderla tale. Un letto tutto nostro dove poterci rotolare come due piccoli cuccioli per tutte le notti. Un cane sul tappeto. una creatura nella culla in parte al nostro nido. un sentimento che si alimenta sempre di più. giorno per giorno. attimo per attimo. presente per presente. Nessun rimpianto. nessun passato. nessun progetto, nessun futuro. Io e te. in questa strada senza inizio e senza fine. Inquieta tutto ciò. fa paura. le forze misteriose iniziano ad uscire dalle fottute pareti. di nuovo. ma sappiamo come combatterle. insieme. unendo le forze. Per il nostro sentimento che ci tiene uniti in un mondo parallelo al nostro. in questo piccolo mondo fatto di tantissimi castelli di sabbia, tanto incerti quanto la loro imponenza e magnificenza.

Un sospiro. lungo. intenso. Profondo. carico di emozioni.
Euforia? Delirio? Paura?


Io non so.

mercoledì 15 ottobre 2008

L'inizio


"Credi sia aria quella che respiri?"...


"Ale credi che ne valga la pena battersi per una cosa che non esiste se non solo all'apparenza.. dietro queste mura invisibili?"...


Io.... Credo... di Si..... Proprio perchè tutto questo è frutto della mia inconscia paura dello scarto... Dell'abbandono. Materia. Affettivo. Profondo.

Riesco a vedere dietro queste mura invisibili. forti. all'apparenza impenetrabili. Vedo una luce. una forte luce. Tutto d'un tratto. Il conto alla rovescia è scattato. L'inizio della fine. L'inizio della felicità. L'inizio dello star bene. L'inizio della complicità. L'inizio degli occhi lucidi che brillano nel riflesso della luce fioca della Luna. L'inizio dei sorrisi che valgono più di mille parole. L'inizio dell'avere un nodo alla gola nel cercare di esprimere un sentimento tanto profondo quanto la sua primordialità sopra le nuvole. L'inizio delle carezze. L'inizio delle coccole sempre più intense.

Non voglio pensare che questo inizio avrà una fine. Non posso nascondermi di fronte al Tempo, grande mio Maestro. Grazie a Lui, l'inizio ha preso forma. Si sta evolvendo. Sta divendanto autonomo. come un piccolo in grado di riuscire a scimmiottare sulle sue gambe in cerca di un appiglio saldo.

Non Voglio. Non Posso.

Ma posso vivermi questi attimi. Curare l'inizio con tutte le mie forze. sia fisiche che emotive. Sopratutto emotive.
Ne sono in grado. Ne ho le possibilità. LO VOGLIO.

Sono stanco di correre. di giocare. non ho più l'età mentale per farlo. O forse perchè non ne trovo più motivazione per fare tutto ciò? può darsi.... e poi... credo che il farmarsi per un attimo lungo un sogno, per osservare l'inizio di questa luce nelle tenebre, possa valere più di "ogni lasciata è persa"...

Ale.